Comari
Angela Fragiacomo
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È un miraggio miope questo insistere di occhi
al verde
o al turchino mare
che quando bianco si fa persino cieco.
Da naso a bocca passi corti, inevitabilmente
e fieri
taluni allungano sino ai gomiti
taluni cadono
ai posti vicini.
Ha un balzo corto il coniglio
non sa della grazia del palmo quando sfarina
quando impana il pesce e sfrigola
adornando tovaglie macramè, trecce d’oro in panieri rafia
e brocche di vino;
madrine appendono camicie al chiodo più nuovo
una dopo l’altra alla medesima ora;
sotto canapè di lino, in ordine
profumano scarpette rosse d'aranceti - rosse rosse
come natura, come cuori da bere
tuttavia
a intuire, quasi
(quasi dolore)
- le croste ai ginocchi -
e le cotonature? Non una festa
sebbene l'estate.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (1)
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Pierangela Fleri2 luglio 2013
L'autrice descrive l'inutile ciarlare senza costrutto delle comari, avvalendosi di metafore che fanno vivere le immagini al lettore come una passeggiata nei campi d'estate

