Navigando

Dolce,
mi è questo soffrire
fino all'onda e oltre, o mare
che se tu mi accogli
lesta, mi prenderà tempesta
e fatale abisso
ma ancor ti chiedo, un volto
al tuo tormento
o l'alba
che ogni dì
il mio gabbiano sfiora,
e nell'increspar di onde
è come l'aratro il cuore
che rapito e al vento, incosciente
e solo,
non si placa,
non si stanca
ma ti vuole.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi4 luglio 2013
Navigare sulle onde del mare, un sussulto d'amore che si percepisce in tutta la sua vastità.
maria cavallaro5 luglio 2013
Coraggioso il cuore del poeta, come il gabbiano che sfiora l'onda sfidando la tempesta con la sua ala leggera, versi molto belli e coinvolgenti, ben scritti!

