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Introspezione 8 aprile 2007 · lettura 1 min · 921 letture

Umane preoccupazioni

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Daniele Fabbri 110 poesie pubblicate
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Immobile l'aria stasera fra i rami del càrpino che pianto' mio padre l'anno della secca e secche labbra mordono l'attesa dell' insidia d'un ingannevole domani che gia' una volta mi rubo' il vestito del coraggio nascosto nella cassapanca del mio ardire. incerto il piede sul vacillante sasso che mi tradira' e non so quale... lungo ed angosciante il guado della notte...
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Daniele Fabbri
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Commenti (3)

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Zima8 aprile 2007

”incerto il piede sul vacillante sasso che mi tradira' e non so quale... ” questo passaggio, oltre a manifestare l'incertezza del futuro, mi ricorda, in qst giorno di Pasqua, l'ultima cena... mi ha colpito molto!

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Marina Como8 aprile 2007

l'anno della secca e secche... l'attesa... l'insidia: Che canto! ritornello che ricorda il canto del serpente! Semplicemente stupendo! Mi inchino a sì tante angoscianti S viscide, striscianti e traditore! Geniale la chiusa per un Poeta dal genio sottile! .

Salvatore Ambrosino8 aprile 2007

Una poesia toccante, sprigiona tutto le incertezze del futuro che questa società sta alimentando... mordono l’attesa dell’ insidia d’un ingannevole domani