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Morte 9 luglio 2013 · lettura 2 min · 2393 letture

Come un albero spoglio

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Affannoso giorno, ti respiro a fatica, piango e mi dispero, asperse lacrime sul cuore fermentano il dolore, ossigeno verde per i polmoni. Dietro nuvole bigie si cela un fievole sole, ascolto i suoi palpiti, ritmi ansanti, flebili raggi poco mi sfiorano, filtrano tra i rami ossuti. Riversi a terra più non oscillano al vento, più non anelano alla luce, non offrono che l'ombra del silenzio come ristoro. Sfrondati dalle foglie stillano morte speranze, attendono una nuova stagione per rinverdire. Braccia penzoloni, non si protendono al cielo a implorar pietà né ci si arrovella sul perché dell'esistenza. L'anima in muta dissolvenza si arrende alla malinconia, genuflessa all'impavido destino. Come un albero ingobbito, vecchio e sconsolato domando alla primavera di rinnovar il funereo manto che cela le spoglie dell'antico passato, di rivestir le fronde con una folta chioma al posto delle ortiche. Si squama la corteccia rovente, arida e indurita dal tempo, tra le pieghe ruvide custodisce ferite acute, mai rimarginate, intaccata dai morsi feroci delle sanguisughe. Contorta dalla disperazione mi aggrappo alle tenaci radici, vinta dall'afflizione, scavo nel fango con unghie uncinate per assorbir l'energia vitale che dalla terra sale... sentir così scorrere nuova linfa e poter un giorno rifiorire.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (6)

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Antonella179 luglio 2013

rifiorire dopo un dolore aggrappandosi alla terra e alla natura in genere... molto sentita ed apprezzata

Marisol589 luglio 2013

La Morte come senso di liberazione dal dolore quando diventa talmente insopportabile da non vedere altra via d'uscita ma affondare le mani nel fango fa sentire di nuovo la vita che nonostante tutto è pronta a rifiorire. Una profonda e bellissima poesia.

Francesco Rossi9 luglio 2013

La poetessa in questa composizione ci porta nella consapevolezza del dolore per una mancanza dalla nostra vita, dal nostro quotidiano, si spinge oltr e stravolge positivamente una consuetudine del comune sentire infiorettando nella chiusa della poesia l'eterno come elemento di rinascita spirituale interiore dell'anima che ha spiccato il volo.

Jibi9 luglio 2013

Ritmo apocalittico che esplode nel dolore, ma anche necessità dell’ Essere a sperare, il ritorno alla vita. Splendida!!!

Mi piace molto come questa poesia riesce a coinvolgere il lettore con questo ritmo frenetico, con queste serie di immagini che si susseguono con un vorticare di fotogrammi. Bella la chiusa, in cui l'autrice sembra avvertire il lettore del pericolo di agrapparsi troppo intensamente ad immagini idealistiche, seppur importanti. Ma la salvezza è nella nera terra, nella sua forza vitale. È colei che dona forza, come l'albero che riceve la sua forza dal basso e si staglia verso il cielo.

G
Gandalf bleu10 luglio 2013

E nonostante tutto..."Sentir così scorrere nuova linfa e poter un giorno rifiorire". Lirica dove la poetica dell'autrice si intreccia con l'intensità dei versi per regalare al lettore magnifica POESIA!. Complimenti