"La città d'oro"
Stefano Drakul Canepa
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le foglie morte
sui silenzi inutili
dalle ombre d'oro (D)
Ho consumato qualche sera nera
in attesa dei tuoi profumi senza vento
e quando il sentiero è andato a notte
le mie porte sono rimaste chiuse
Niente più passaggi alle tante albe,
niente più promesse da soffiare via
e le luci in fondo al cuore sono morte
in un deserto respirato troppe volte
Ho distrutto qualche luna nera
per dispetto nel pregare voci ignare,
solo poche pietre consacrate alla follia
di mille sotterfugi e cento altari ignoti
Niente più sacrifici alla città d'oro,
le aurore che ricordo le ho buttate via
fra un muro ed un silenzio da tremare
quando l'inverno inganna e fugge
Gli ultimi sogni ancora caldi di veleno.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Rita Stanzione10 luglio 2013
Bellissimo haiku- incipit, nel contrasto tra le foglie morte e le ombre d'oro: tracce sfavillanti, oltre il buio del cuore. Passaggi profondamente desolati, fino alla chiusa, ultimo colpo che strazia. Valente penna, come sempre... una sonda nelle oscurità dell'anima sommersa...
EnzoL10 luglio 2013
Ho distrutto qualche luna nera per dispetto nel pregare voci ignare, solo poche pietre consacrate alla follia di mille sotterfugi e cento altari ignoti . una goduria!


