Annichilite stelle
Grazia Longo
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Era bianco,
come il vestito da sposa,
il suo destino,
con un bouche di spine
al posto d'una rosa
e un buco,
al posto della bocca,
vuoto di parole
e di respiri.
Galleggia, la promessa
non mantenuta,
su rivoli di melma.
S'avvinghia stretta,
come un'alga morente,
al cadavere d'un sogno tumefatto.
Tane di nere bisce,
le orbite vuote
d'occhi, che bucaron cuori
in altre prossime stagioni
e che ora, giacciono,
nel limo oscuro dell'oblio,
come perle di luce
che niuno potrà
mai più vedere.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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nemesiel11 luglio 2013
Solo le donne sanno scrivere di donne senza retorica e con profondo dolore così come in questi versi. La violenza sulle donne è argomento usato da troppi uomini (e donne purtroppo) a scopi vari, propagandistici, di moda o pseudo- cultura... c'è amarezza e tanta... anche quell'orribile scelta linguistica (femminicidio) è significativa in tal senso.

