Jane Eyre, del perduto amore
Eufemia Griffo
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Scorre l'inchiostro nero
prigioniero di segni oscuri
intinti in un vecchio calamaio.
Tace la notte ogni suo inganno,
spietati spettri senza un nome.
Effimere son le ore
lievi rintocchi nella mente
sabbia fine tra le dita;
restano i rimpianti e le paure
ombre impigliate nella luna.
Già, sussurra il cuore
"potessi essere pioggia e vento"
sottile velo di nebbie.
China su immagini sfuggenti
fragile fiore senza linfa.
Scorre acqua nel canneto
libellule dalle lunghe ali
vibrano mosse dal vento;
il mio tacere è ricordo antico
d’un volto senza alcun volto.
Nell'incompleto giorno
brandelli di storie inconcluse
o forse mai scritte ancora.
Tra le fiamme arde l'innocenza,
e del perduto amore, Jane ora vive.
©
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Eufemia Griffo
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