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Impressioni 13 luglio 2013 · lettura 1 min · 2531 letture

Al capezzale del malato

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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Ci si guarda in viso, la fronte di marmo bianco – noccioli di pesca, sul vassoio l'acqua ferma, fermo il blu; passi porpora nei corridoi distraggono la fissità dei neon la durezza dei guanciali, svelta, coglie nudi rudi – tutti i letti distaccati (quasi come) fuori: a numerarsi doppi (saranno loro i giorni); e poi venne la fede scelse scarpe da abbinare mettile lì – dissero quelli a gran voce dietro l'anta azzurra – ti salverai – coprivano ferite con garze azzurre, azzurre le salme; – acqua che freme sgorga il sole oggi si mira i piedi, le lunghe dita non mancano mai di penetrare pertugi: la pietas del pesco fa frutti di velluto; – appesi, e in quelle attese asciutti, noi mortali – tuttavia non ora: tra catini di panni lui dorme ginocchi in bocca.
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L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (4)

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mollimra13 luglio 2013

la bianca fronte, i noccioli di pesca, la fede,, questa poesia ricostruisce meravigliosamente bene l'atmosfera che si vive capezzale di un malato, un capolavoro ritratto a parole

Rita Stanzione14 luglio 2013

Leggo dei passaggi notevoli, ad esempio la strofa che inizia con"la durezza dei guanciali..." e la chiusa, anche, è da applausi

Paola Galli14 luglio 2013

tristemente ritratti rituali e momenti d'attesa ed apprensione al capezzale d'un malato! immagini che scorrono ed attimi tristi ed intensi allo stesso tempo, quasi reali le immagini, quasi a toccarle!! molto toccante!

Francesco Rossi17 luglio 2013

Giungere al capezzale del malato e notare tutto quello che ci sta intorno. Cogliere le pulsioni del dolore e le lacrime delle ferire, delle piaghe intessute da una dolorosa apparenza. Che è reale. In questa composizione l'autrice segna a margine impressioni scolpite su marmi bianchi. Queta è una poetica di sensibilità verso le sofferenze e lontana anni luce dalla pietà che muove l'animo degli insensibili. Sì, perché quando si giunge al capezzale bisogna spogliarsi delle nostre frustazioni per cogliere il senso e in modo particolare come si evince in questa composizione la dinamica della sofferenza.