Come luci lontane
Giorgia Spurio
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Mi sta troppa stretta questa giacca,
che hai lasciato sulla sedia.
Mi sta troppo larga questa camicia,
con il profumo delle tue guance,
e non posso – lo sai che non possiamo –
illuminare il blu nel buio.
Mi sta troppo pesante questa candela
che si infuoca e si nasconde nella gabbia delle costole
ed è fiamma, ed è aria, ed è nulla
fino alla fine come sciolta la cera che si spegne.
E mi soffocano le piume delle tue ali,
mi lascerai, fuori in attesa della neve.
E mi tagli i capelli,
senza occhi come bambola
che non ha più dita per i balocchi.
Mi sta troppo, troppo freddo
lo sguardo che si tinge
dal tuo corpo ed esplora
i confini delle mie ombre.
Mi sta troppo, troppo vicino
il tuo volto senza pronunciar voce
e scotta i polpastrelli e brucia
le ciglia da nere son bianche falene.
E mi abbracci,
e mi aggrovigli,
come filo di lana nel mare,
ed affondo,
e spalanco pupille alla superficie,
e mi baci.
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Giorgia Spurio
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