Gente del Salento

La trovi
seduta su strade dalle bianche mura,
dove si ha timore solo dei gatti
che cercano gambe, chiedendone il cibo.
Si rilassa,
mentre una banda suona sul palco
ad annunciare una festa
in nome di un Santo
benedicente le campagne e gli ulivi
di una terra che si mescola con la fatica
e i bambini gareggiano in piazzette,
distratti da rintocchi che scandiscono le ore.
In questa lingua, profonda tra due mari,
in cui il cielo si riflette fino quasi al fondale
rivivono frammenti di una storia saliente,
memore di antiche battaglie
e che ancora perdura.
Torri egemoni su promontori,
tufo come sale a disinfettare
e pietra dai gialli riflessi, sapientemente plasmata
resistono, come continuo ristoro
da sepolti nemici o da un'aspra natura,
in paesi e città barocche
popolate da uomini,
onorevoli padroni di un dialetto,
regalo di avi,
custodi di un'arte
tramandata in mestieri.
C'era una volta uno scorcio di un mondo,
chiamato Salento,
in cui rimane lento
lo scorrere impetuoso del tempo.
©
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Commenti (1)
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nemesiel20 luglio 2013
Molto ben descritta la realtà salentina... scatti fotografici da album. E' vero, nel Salento il ritmo è ancora, fortunatamente, lento.
