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Donne 21 luglio 2013 · lettura 3 min · 5572 letture

Quella "puttana" di mia madre!

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Adesso hai diciott’anni e ti vergogni d’avere questa donna come madre, ma ho sempre provveduto ai tuoi bisogni, ...perché non chiedi mai dov’è tuo padre? All’università t’ho iscritto io, pulendo i condomìni del quartiere, le mie rinunce le sa solo Dio, non mi son mai sottratta al mio dovere di madre nei riguardi di mio figlio! Che ho fatto la ‘puttana’ solo adesso me lo rinfacci? Questo è un tuo puntiglio! Se ti vergogni, tanto fa lo stesso, l’ho fatto per non farti mancar niente, da sola con un figlio dentro al cuore, andavo in giro a fare l’inserviente e a volte mi vendevo nell’amore. Te lo confesso senza vergognarmi, perché nessuno m’ha aiutata mai, non c’era mai un uomo a consolarmi di notte, quando sola coi miei guai, piangevo e non sapevo come fare per soddisfare tutti i debitori, la luce, il gas, l’affitto da pagare ... e, nonostante gli anni ed i dolori ho sempre lavorato! Mai nessuno m’ha regalato un fiore ed un sorriso, vincevo sempre l’oscar del digiuno ... ...e guàrdami le rughe che ho sul viso! Lo hai saputo e provi ripugnanza, ma quello non è stato il mio mestiere, ‘cedevo’ per i debiti ad oltranza ... perché io ti volevo mantenere ad un livello alto, culturale e mi ritengo fiera ed appagata! ...Ed ora vieni a farmi la morale? La donna, quando è sola, va aiutata ... ma non c’è mai nessuno che ti dona i soldi senza in cambio di ‘qualcosa’! La vita è dura e quando una persona si sente sola, ... è strana, ... è velenosa ...! ...Adesso ci si mette anche mio figlio a farmi perder ... la ragione umana! E, allora, ascolta bene il mio consiglio: ...Se vuoi, da oggi, ... chiamami PUTTANA! ”. ... Il giovane rimase lì a pensare a sua madre ed a tutti i sacrifici che notte e giorno stava a sopportare ... e senza avere mai dei benefici! Le chiese scusa, la baciò sul viso, cercò di consolarla con affetto, e, finalmente, a lei ... spuntò un sorriso di gioia, ... per quel gesto di rispetto!
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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (5)

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elena rapisa21 luglio 2013

Capita che pur non conoscendo veramente certi fatti si diano appellativi denigranti anche e purtroppo con facilità superficiale a chi si è "sacrificato" oltre il dovuto. Versi che fanno pensare come prima sia meglio conoscere gli antefatti e poi eventualmente lapidare.

A
Antonio Terracciano21 luglio 2013

In questa bella poesia il poeta ci dà un'altra delle sue lezioni di vita: non bisogna mai giudicare, neppure i figli possono giudicare le madri. Questa poesia mi riporta alla mente una delle canzoni del mio amato cantautore francese Georges Brassens (tutte le sue canzoni erano lezioni di vita): "La complainte des filles de joie", i cui ultimi versi dicono "Il s'en fallait de peu mon cher / Que cette putain ne fut ta mère" ("E' solo per un caso, giovanotto, che al posto di quella puttana non ci sia tua madre! ") .

Antonella1722 luglio 2013

lettura interessantissima. Tema molto attuale: i figli spesso non capiscono le vere motivazioni che spingono una madre ad agire in determinati modi. Grande lezione di vita.

D
Daniela Cavazzi22 luglio 2013

Lirica suggestiva. È una emozione che si prolunga parola dopo parola. Complimenti

Elle22 luglio 2013

Beh, l'autore con l'arte della sua inchiostrata penna ci ha presentato un angolo di vita reale in cui va riconosciuto un grande merito. Una madre, ma anche un padre per la sussistenza, per la pura sopravvivenza del figlio sarebbero disposti a tutto, persino a vendersi... e qui si legge anche il ricredersi di un figlio che alla luce del vero significato di quella scelta obbligata comprende il sacrificio della madre.