Ragnatele
graziella carletti
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Nella casa che mi ha visto bambina
tra la polvere e i ragni
mi carezzano il viso i ricordi
ragnatele setose al profumo d’antico.
Nelle stanze e in giardino
l’eco muto di parole, bisticci e risate
e gli oggetti sbiaditi dal tempo
che raccontano storie.
La cartella graffiata con i libri ingialliti,
il mio primo ricamo
conservato come rara reliquia,
la poltrona di mamma
con i bordi consunti,
e i cassetti ricolmi di foto,
coi sorrisi di bimbi ormai adulti
e di quelli che sono partiti
ma sorridono ancora nel cuore,
sono lì che mi aspettano
riportandomi indietro nel tempo
ogni volta che torno.
©
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L'autore
graziella carletti
Commenti (1)
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s
sergio garbellini22 luglio 2013
Un ritorno alle origini con ricordi che rievocano il passato, memorie incancellabili nella mente, che neppure il tempo riesce a scalfire, pensieri infantili, scene di vita familiare, il tutto in un susseguirsi di versi armonici e veritieri che toccano il lettore per la sua particolare sincerità e per la scioltezza degli stessi, condivisa.
