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Riflessioni 22 luglio 2013 · lettura 1 min · 1772 letture

Il lascito triste

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Anni complicati, tempi di crisi, occhi languidi si vedono e tristi visi. Il ben del vivere la via ha smarrito, come e perché nessuno l’ha capito. Non lasceremo ai nostri nipoti né bei lasciti né ricche doti. Abbiamo ereditato un bel giardino, ora diventato quasi un latrino. I mari, i laghi, i torrenti, i fiumi, sono tutti sporchi e pieni di lerciumi. Il sole non splende come una volta, tanti suoi raggi han perso la rotta. L’opaca luna, con il buio errante, di cose turpi ne ha viste tante. Odi, rancori, amori assassini, brutte sciagure, tristi destini. A causa del morso alla fatale mela il Pianeta è ridotto da far pena? E’ dentro di noi la tragica risposta, chi la conosce piange senza sosta!
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La domanda delle domande: che lascito per le nuove generazione? Un lascito triste, tristissimo, imbarazzante. Abbiamo ereditato un bel giardino e lo lasciamo deturpato, inquinato, invivibile. E' l'inevitabile prezzo che dobbiamo pagare alla civiltà?8 dicembre 2014
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (1)

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Sara Acireale22 luglio 2013

Ha ragione il Poeta, una triste eredità stiamo lasciando ai posteri: inquinamento, buco nell'ozono, piogge acide. Abbiamo avuto in eredità l'Eden e l'abbiamo trasformato in un letamaio... La terra chiede aiuto, il degrado è tanto e non ce la fa più...Bisogna URGENTEMENTE correre al riparo, non possiamo fare morire il pianeta per egoismo e per incuria... Poesia apprezzata per il contenuto e per la forma scorrevole.