Il lascito triste
Michelangelo La Rocca
413 poesie pubblicate
+ Segui

Anni complicati,
tempi di crisi,
occhi languidi
si vedono e tristi visi.
Il ben del vivere
la via ha smarrito,
come e perché
nessuno l’ha capito.
Non lasceremo
ai nostri nipoti
né bei lasciti
né ricche doti.
Abbiamo ereditato
un bel giardino,
ora diventato
quasi un latrino.
I mari, i laghi,
i torrenti, i fiumi,
sono tutti sporchi
e pieni di lerciumi.
Il sole non splende
come una volta,
tanti suoi raggi
han perso la rotta.
L’opaca luna,
con il buio errante,
di cose turpi
ne ha viste tante.
Odi, rancori,
amori assassini,
brutte sciagure,
tristi destini.
A causa del morso
alla fatale mela
il Pianeta è ridotto
da far pena?
E’ dentro di noi
la tragica risposta,
chi la conosce
piange senza sosta!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca
Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale22 luglio 2013
Ha ragione il Poeta, una triste eredità stiamo lasciando ai posteri: inquinamento, buco nell'ozono, piogge acide. Abbiamo avuto in eredità l'Eden e l'abbiamo trasformato in un letamaio... La terra chiede aiuto, il degrado è tanto e non ce la fa più...Bisogna URGENTEMENTE correre al riparo, non possiamo fare morire il pianeta per egoismo e per incuria... Poesia apprezzata per il contenuto e per la forma scorrevole.

