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Uomini 22 luglio 2013 · lettura 1 min · 2080 letture

Pilota di guerra

omissam 412 poesie pubblicate
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Non guardo mai giù... il cielo carezza la mia inquietudine ogni nuvola è casa mia ogni nembo mi sorride il sole fa scudo la luna lacera il mio pensiero schiaccio il pulsante verde pasticche appuntite -ogni volta che carico invecchio- sfidano la gravità mi scappano via attirate dalla vita la sotto io così minuscolo eppure esisto immagino il loro martoriato deflagrare come un messaggio non pervenuto la gente -li sotto ci sarà sempre qualcuno- la penso avvinghiata al fuoco artificiale del campare con colori ammuffiti sguardi verso il cielo gambe che scappano chissà forse qualcuno aveva appena trovato il coraggio per dire ti amo un bimbo dalle gote rossastre stava scrivendo il suo nome per la prima volta... sono un pilota di guerra fantoccio dalle ali di cartapesta dal dolore infagottato in un paracadute obbedendo non guardo mai giù...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (6)

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Stefano Drakul Canepa22 luglio 2013

a volte per vivere non bisogna pensare, e non pensando non si vive... molto profonda, veramente una bella poesia

nemesiel22 luglio 2013

Il quotidiano spazzato dall'umana idiozia. Il soldato obbedisce, può fare altro? forse si... ma intanto carica sulla sua anima le conseguenze di un gesto ripetuto, un gesto così semplice come solo la morte sa esserlo. Quel cielo così bello e così conosciuto e che lo riconosce, non basta più ad alleviare il peso. Chiusa che genera un brivido, nella consapevolezza di essere uno strumento fragilità e codardia.

P
Paolo Morganti22 luglio 2013

Paura di volare, paura di cadere giù dove non volano nemmeno i piccioni che brulicano ingoiando formìche e molliche inzuppate di misericordiosa messa a posto di coscienza. Adesso mi fermo, qui dove vive la poesia e rifletto sulle formiche che brulicano in questa palla grossa come una palla terracquea... Ah dimenticavo il cielo sempre più ... Lassù!

carla composto22 luglio 2013

leggo una metafora forte con versi incisivi... sono tanti i piloti da guerra che obbediscono, senza nemmeno sapere il perchè... pigiano verdi bottoni ed hanno il potere di deflagrare gente innocente che non conoscono... meglio non guardare giù... magistrale lirica mi scuso con il valente poeta per la mia interpretazione...

Massimiliano Moresco23 luglio 2013

Una poesia capace di fa riflettere su quanto il senso del dovere sia considerato dai più un valore, da tenere in alta considerazione, ma che in realtà nasconde, sotto l'egida dei buoni sentimenti, un obbedienza cieca e incondizionata verso una qualche forma di potere. La poesia riesce a far emergere quanto ognuno di noi possa cadere in basso qualora si lasci convincere che il bene e il giusto si ottengano seguendo qualsivoglia ideologia, anziché il proprio cuore.

EnzoL23 luglio 2013

non posso che condividere il commento di Massimo qui sotto, ed aggiungere che la tua analisi rispecchia esattamente il mio sentire. Il peso di questa consapevolezza spesso, diciamo, non aiuta meccanismi, solo ingranaggi