Le pance dei miei amici
Adagiato come sono
nell'avvolgimento di un sedile lanciato a centoquaranta
torno con il pensiero
alla curiosa galleria degli amici mia
le loro pance, compaiono allora tra il velo degli occhi e il ricordo
la pancia asciutta e rinsecchita
quella isterica e ben gonfiata
magari l'arrogante e tronfia di flautolenze
la di quel separato, floscia e senza speranza
o del tale arrivato e ben pasciuta
per non tacere di alcune debordanti e pelose
altre incerte tra la Via Emilia e il West
per finire con di certe che le donne fanno svenire.
Come dimenticarvi tutti, compagni di viaggio?
Ora vi chiedo scendete dalla vettura e recuperate un altro passaggio
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