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Introspezione 26 luglio 2013 · lettura 1 min · 3173 letture

Frantumato orizzonte

Grazia Longo 1183 poesie pubblicate
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M’abbandono al silenzio d’una lacrima mentre oscenità conformi alle regole m’attraversano gli anni e mi trapassano da parte a parte l’anima piccoli guizzi di pelle accolgono carezze di sole. Su una riva assetata d’avvenire lucidi sassi smussati dal destino tra lucori d’infinito mare. A frangersi instancabili azzurri spruzzi d’altre sponde cantano madrigali arcani con voce d'abisso. Io, isola nell’isola, trafitta da dolcezze senza parole sconfitta da norme che nullificano il sogno nella mia finitezza accolgo l'infinito. Mentr'echi d'irraggiungibile saggezza stipati nelle stive del possibile rimbombano nel ventre obeso del mai più soccombo al vuoto intangibile che asserraglia un'idea. In uno stillicidio di sangue e rabbia piccole gocce tolgono vita all’Ore e Aion è una vela lacera che frantuma l’orizzonte.
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Commenti (3)

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mollimra26 luglio 2013

poesia intrisa di tristezza, dove è forte il senso del vuoto e della solitudine "isola nell'isola", dove l'idea rimane prigioniera e non riesce a nascere e la rabbia soffoca ogni possibilità di reagire allo stillicidio che annulla lo sguardo al futuro... bella

rita iacobone26 luglio 2013

Sconsolato e un po' rabbioso il pensiero in questi versi ma in essi traspare comunque una forza interiore di chi malgrado il disappunto vuole guardare oltre per ritrovare la positività nell'anima.

Francesco Rossi23 agosto 2013

Io non vedo tristezza in questa poesia, forse a voler essere pignoli una nota di malinconia che in simbiosi con l'interiorità straripante dell'autrice si spinge oltre l'immaginario.