Vecchie abitudini
E' una comune condotta di abbandono
il rosicchiarsi le dita e subito dopo ungere le tele di unghie rosso sangue
come Natale in televisione, come nevi
sporche di husky smarriti e caduti
- la sua è mano del padrone.
Ora che non ho zompi e il rovistare delle zampe dietro la porta
quasi aspetto la bufera fervida dei suoi occhi
o piogge rapaci a sfamarsi,
in quanto al corpo non vi è altra compagnia
che la bava, scia il formicolio
prossimo al mio dormire assieme a uno sguardo fraterno,
il timido rimpianto di vecchie abitudini
attorno alla ciotola
- il mio via- vai, il suo vai- via.
©
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L'autore
Pi Greco
Amo Szymborska, Tagore e Ungaretti. Ma anche i paesaggi, in particolare i fiumi e le nuvole. A volte anche qualche uomo.
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