Teorema del profumo di zagara
Antonio Interlandi
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Quanta acqua ha versato la mia clessidra
abbeverando le mie ciarliere memorie
o appagando gli eloqui da esedra
e i sogni che da grandi volevan esser storie.
Sfogliando i miei quaderni
ho riletto di stagioni e di atmosfere:
quanta pioggia i freddi inverni
han versato sulle mie angosce nere
nell'attesa di raggi eterni
che dessero calore alle mie sere.
Ma se il tempo è tiranno
Zagara, il tuo profumo ne è il giusto inganno,
indelebile e soave
a rievocare le mie primavere
nelle campagne e nelle valli
lungo i torrenti e per le calli
a correre a perdifiato
per poi fermarsi e rimanere sdraiato
a scrutare il bianco delle nuvole
e navigare sull'azzurro della sua iperbole.
Mi avvolge e mi rapisce,
mi conquista e infine mi sfinisce.
Chiudo gli occhi e apro il cuore
e il suo nettare mi pervade d'afrore.
E se il mio spirito era partito ribelle
torna indietro come un'ape imbelle.
Il tuo odore innesca la scintilla
e s'accendono i motori.
Le catene assetate cercano una stilla
e i pistoni sbuffano i propri malumori.
Ma, nonostante il bagagliaio pieno,
le ruote infine girano senza freno
e il desiderio di tuffarmi in quel sapore di maggio
mi spinge verso un nuovo viaggio.
©
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L'autore
Antonio Interlandi
Sono un 48 enne di Siracusa con l'ovvia passione della scrittura. Per me la poesia significa tradurre in parole e ritmo le sensazioni del momento per scaldare il cuore di chi ascolta. Il mio lavoro c'entra poco con l'arte (sono un ufficiale dell'A.M.), ma, quando posso, mi ritaglio un po' di tempo, chiudo gli occhi e s
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