Chi mai mi ha conosciuto non sa
Rosetta Sacchi
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Chi mai mi ha conosciuto non sa
dell’aridità del cuore stretto
nella sua gabbia di spine
dell’edera ai cancelli oltre il muro
baluardo di ombre incastonate nel buio
del ruscello fosco sopra i sassi levigati
dello scoglio dove sognai guardando il fondo
dove ti guardai vestendomi di cielo
Chi mai mi ha conosciuto non sa
dell’anima mia traviata dalle incertezze
d’una vita di stenti e di rinunce
per l’acqua e per il pane e perché il sole
entrasse puntualmente tra le tende
delle ore d’insonnia e luna piena
appresso al latrato dei cani nel cortile
come di notte che ancora ero bambina
Chi mai mi ha conosciuto non sa
dei voli nel fogliame fitto e cupo
a rincorrere il levarsi su dai nidi
d’armoniche note e acuti gridi
o di quando su di me l’onda
si sdraiava allegra e spumeggiante
Era dolce morirti nell’abbraccio
a metà tra la saggezza del sogno
e la distratta follia della realtà
Chi mai mi ha conosciuto non sa
del canto libero dell’anima
oltre l’invisibile peso d’una catena
che mi accordava un angolo di cielo
del fiato dei pugni e del sudore
investiti nelle battaglie della vita
dei canti a squarciagola in bilico
sul muro con il calice pieno tra le dita
Ma chi mi ha conosciuto forse ignora
il coraggio la forza e la passione
con cui resisto ai mali della vita
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
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M
Maria Francesca6 agosto 2013
poesia semplice e sincera, e la sincerita fa grandi questi versi che sgorgano come acqua buona,
