Afa
Antonella Borghini Anto Bee
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A - fa caldo
Ti adombra, ma non ti fa ombra,
il silenzioso canto del flauto.
Meglio una musica ribelle
un tum- tum ritmato
a cadenza settenaria
No,
meglio un’ Armida Ballarin
come in Comune senso del pudore.
Una nota si immerge,
l’altra si appende,
e dai tasti esce un frammento celestiale.
Le altre chissà,
(dico le note),
magari hanno ritmi migliori.
Le vedo senza alcun pentagramma
dissertare sul tempo incredule,
fingersi di stupore aspettando,
(oh io lo so),
un breve interludio d’amore
per sciogliersi di nuovo: come cera di candele.
No,
è l’afa!
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi23 agosto 2013
C'è la complicità di un pensiero universale che accompagna questo verseggiare dell'autrice che scioltamente verseggia

