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Amore 7 agosto 2013 · lettura 3 min · 6010 letture

L'aurora

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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-Perché mi guardi?- Come mano che sul petalo strangola la rosa. -Perché non mi tiri fuori le dita?- Come maschera sulla statua che ha paura di scolpire marmo tra le mani. -Perché mi fissi?- Come fiamma che il vetro spacca la falena, come polvere d’ombre, come cenere e fantasmi. -Perché mi baci senza baciarmi?- Come confusi i dettati e le lettere non hanno sedie né tavoli, tra le righe si corteggiano e si perdono. Come i tuoni che generano i nitriti quando il vento cavalca i suoi demoni del cielo, come le ali che si ricoprono di lische e di schiene. Come la fine dei film E non mi guardi E tiri fuori le dita E non mi fissi E mi baci. Metto radici nelle tasche -Ho testa bassa, e lo sai- Metto indietro le ciglia -Ho timore del volo delle libellule- E tu tutto questo non lo sai. Avrei voluto sempre il coraggio di saper tirare le cose ma odio i frammenti. Odio i vasi a pezzi. Avrei voluto sempre il coraggio di saper lanciarmi e di saper abbracciare ma odio il corpo che goffo pensava di librarsi come i funamboli spettrali della notte che hanno testa sotto l’ascella come lanterna, come i santi, come gli occhi dei fedeli e dei cani. Perché non mi prendi per mano, e lontana ha udito la voce che non sopporto come l’amore per l’eco, come la gelosia che soffoca i nembi quando la pioggia sgocciola giù per i toraci delle case per i seni delle lune, e per le panchine dove solitarie ci sono le nuvole come nebbie che gemono sole. Perché non hanno parola le canzoni scritte come spartiti invisibili, e si chiudono, dentro, come attori nei teatri, e le luci si spengono, e si sfuma al finale l’ultima nota, e non c’è più notte ora che specchio incastra abito che ragnatele cuciono per le loro vecchie dimore, non c’è più notte ma solo sposa della sera con il suo pallido velo da Aracne decorato, non c’è più notte, lontano arancio del sole dove alba farà sparire le illusioni di Morfeo, non c’è più notte, non c’è più il tuo volto, non c’è più l’elmo e lontano arancio del cielo farà sparire trasparente la mia pelle fino a dove i cigni proteggono ancora l’aurora.
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Commenti (1)

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Paolo Morganti8 agosto 2013

Non vi è nulla di materiale ma vi è molto eterea forma di amore in questa poesia così sagacemente scritta così architettata e la struttura poetica ci porta in un volo pindarico armonioso, fino a toccare miti antichi, fino ad arrivare alla contemporaneità, una poesia che esalta e prende per mano il lettore fino alla conoscenza più pura di un amore interiore che viene descritto come fonte al quale dissetarsi .