Fiore (Profumo di Zàgara)
Il bianco fotone
è squarcio negli occhi
non immagini che
tutto un nuovo tempo.
Punto e l'equazione
sbanda senza asintoto.
Io, fuori, sono altro.
Odore di nascita
amara, di zàgara
odore di mare
con l'aspro del sale;
finito che irrompe.
Il mondo t'accoglie.
Natura che spara
colore negli occhi.
Viola rosso nei miei
di livida pelle
in lotta sfinita
che opponi alle cose.
Spazio: falso tempo
padrone che ignori
cui fiera resisti.
Sessanta secondi
tu sgorghi la vita;
io assisto basito.
Poi, l'intelligenza
respiro che s'apre
al mondo aspro, ostile e
l'umano assoluto
mi prende per mano,
mi afferri, mi abbranchi.
La zàgara spreme
profumo calore
come sole, spande
nelle mani sangue
cela oro vistoso
e attende che il tutto s'accorga
del frutto maturo.
©
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