Poeti, navigatori e santi
Ed io che aspettavo chissà quali regali,
sostanzialmente fermo immagine di ricordi
mentre la scena spariva dietro il sipario
e le luci calavano in penombra;
Non mi è ancora chiaro il percorso
non ho convinzione che tu passi il resto delle ore sbriciolate
non credo che raccogli i rimasugli di tempo,
in un assenza spazio- temporale che divide ed accorcia le distanze;
Corri con me per ora sul muro di cinta
sopra specchi tagliati a frammenti
calca con me il proscenio
vedrai che il sangue si ferma aggrumato;
Non ci son piedi che percorrano fili spinati
non ci son clausole per liberarsi dalle catene
non ci son diti indici a puntar dritto contro esistenze diverse
non ci son scelte giudicate e perorate;
L'entusiasmo è in giudicato
e la scelta dell'uomo non è mai pregiudizievole
solo percorsi fatti in libertà
fino alla fine in odore di santità...
...Tutti uomini, tutti santi.
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Commenti (4)
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angelo blu8 agosto 2013
Una lirica che toglie il fiato per la veridicità delle parole e per l'armonia che lega i versi... apprezzata molto
Pierangela Fleri8 agosto 2013
Sottile e pregnante quest'opera, con la quale il poeta esplora la vita con l'amarezza delle aspettative disilluse, in un percorso che vede sbriciolare i sogni.
Francesco Rossi8 agosto 2013
Il poeta verseggia tenendo conto di un insieme di sensibilità e trasporta il lettore nel magico mondo della poesia.
Patrizia Ensoli9 agosto 2013
Lirica riflessiva sull'umanità uomini e cerchi, scelte, decisioni, codici comportamentali tutte catene costruite e concatenate da noi stessi noi siamo la causa dei nostri mali, noi la libertà, noi la prigione... Sentita fino all'ultimo verso



