Come un aquilone
carolina parrilla
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Mi rivedo bambina, nel ritratto d'una verde stagione
con te accanto papà intenta a far librare in volo
un esile aquilone ...Tu mi consolavi stringendomi
forte al petto quando stizzita piangevo perché
i fili mi si impigliavano tra le dita
e col tuo tepore calmavi quel pianto di bimba
rendendomi di nuovo serena contemplare il sole
far capolino da lassù e sorridermi tenero
quasi a dirmi" riprova! Vedrai, col vento
si staccherà dal suolo per raggiungermi qua!
Sotto l'abile guida delle tue mani
pian piano lo vedevo sbocciare
tra le nuvole, simile a un bel fiore
sui prati di primavera
Ora quel tempo amico è un lontano ricordo
tu non sei più con me e come quell'aquilone
sei andato a perderti oltre l'irreale nebbia
dell'eterno e io sono una donna sola con il silenzio
e la sua nostalgia per quel che è stato e più non tornerà
" Ho tanto freddo papà!" Mentre la luna
mi guarda riflettendo sui miei occhi il tuo sorriso
e per un attimo mi illudo che sei ancora qua
ad abbracciarmi forte proprio come allora...
Prima che fossi questo, frammento di sconfitte
prima che fossi dopo, inerme arbusto alla derva
prima che fossi sabbia nel pugno del destino
prima che fossi un niente coperto di paura
abbracciami il cuore papà e si scioglierà
il mio gelo al tenue calore del tuo abbraccio
...di cielo...
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L'autore
carolina parrilla
Sono un'infermiera di 53 anni a cui piace scrivere per il puro piacere di esternare le proprie emozioni
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