Le dita delle bambine
Giorgia Spurio
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Come draghi ma non sanno cos’è il fuoco,
come gli avi che hanno perso i figli,
e noi il nostro passato.
Alla ricerca di memorie da far fiorire,
in cerca di tulipani senza denti,
in cerca di mari che si son richiusi
portando dietro tutte le stelle
-trasformate in conchiglie,
e nere si nascondono
tra le rosse alghe, tra le lune inghiottite,
gli specchi e il grido degli squali.-
In marcia come automi
si dimenticano della casa
verso la roccia e la montagna.
-Cecità, fuoco, pioggia, horror il canto,
d’opera il soprano, clandestini
in sacchi di forma in scheletri.-
Non abbiamo palpebre,
ma il vuoto si presenta
dove un tempo la vista
silenzio meravigliava.
Come se i byte fossero aquile
e al di là briciole di bit
e pulsano... radio, leucemie,
disco e ossa.
Sai del blu
si son dimenticati dell’oscurità
perché non si sa più cosa sia la luce.
Abbiamo memorie da far fiorire
tra semi di rose del color della polvere,
tra petali di margherite dagli occhi dei gatti,
tra le gambe delle orchidee,
tra i sospiri...
perché tu respiri?
Sai del bianco
si son dimenticati della neve
perché non si sa più cosa sia
inverno fragile e cristallo
tra le dita... piccole, -le ricordi?-
piccole... le dita delle bambine.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini12 agosto 2013
Una visione quasi allucinata di questo nostro effimero presente, con una chiusa che si tinge di dolce consapevolezza... ben ritrovata.

