Vista sul male
Con il passo incerto sull'asfalto rovente,
fende la folla come uno spettro di carne.
Una lacera veste dalle strisce blu e bianche,
è gettata sulle pungenti geometrie delle ossa.
Una supplica sibilata si consuma nell'aria umida,
a pochi infiniti passi dalle mani del mondo,
dimentico di quel volto che la follia ha solcato.
Fa caldo a Torino il dieci di luglio:
Dalla finestra scruto il dramma di Auschwitz.
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