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Riflessioni 15 agosto 2013 · lettura 1 min · 2686 letture

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Dal proprio osservatorio, ogni persona la vita altrui a sua ritiene uguale: considera normale, quasi buona qualsiasi cosa ch’è per lei abituale. Chi passa tanto tempo in ospedale pensa che sia malato tutto il mondo, chi frequenta stazioni, bene o male, al viaggio dà valore chiaro e tondo. E’ difficile uscire da profonde esperienze, da ciò ch’è individuale; lo spirito fatica e si confonde se tenta d’afferrar bene il plurale.
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La mia nonna pesarese soleva dire, più o meno, nel suo dialetto: "Quand a gim dentra a un ospidèl, el pèr ch’i è tutti malèd, e se a gim a la stazion, el pèr che tutti i part! " Penso, ad esempio, che fu in buona fede che la regina Marie - Antoinette consigliò al popolo francese affamato di mangiare le brioche, in mancanza di pane...

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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sergio garbellini15 agosto 2013

Effettivamente è così, ci specchiamo, sia nel bene che nel male, con gli altri e con la speranza che siamo uguali a loro per non recedere spiritualmente e non sentirsi inferiori per il nostro morale che è sempre delicato ad ogni seppur minima avvisaglia. Una lirica molto profonda che fa riflettere sul comportamento di tutti noi nei riguardi del mondo esterno, condivisa e apprezzata.