Il mio Ferragosto
Angela Fragiacomo
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mondi pianeti
etti di pianeti spalmati su uno sfondo
lo sfondo sfocato
un monte il mare l'orizzonte mosso
pianeti quindi
uno: sotto l'ombrellone giallo
- ha in mente una nube - evidente da come
non si muove
un pianeta somiglia a nessun nome
fuma
due, con grossi crateri
girano attorno a un satellite maschio
incespicando nel sole
la crema celeste lambisce piccole stelle, schiamazzi
provengono si scagliano oltre - immagino
appena
zampilli di luce
una cometa grida ora alle mie spalle
un astro, versa acqua da un secchio
manca qualcosa a questo universo di striscio
uno straccio di polvere
una superficie
-assassini in Alcatraz-
pianeti pianeti dunque abitati - suppongo
come abitata son io
da grossi cervi bianchi
arrampicati sui costoni delle rocce
a strapiombo
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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Francesco Rossi16 agosto 2013
Forza propulsiva che si spande in versi che richiamano la dimensione interiore dove pure in una aria di vacanze la percezione avviene in una forma originale e puntuale in linea con lo stile stilistico della poetessa.
Paola Galli19 agosto 2013
pianeti differenti, differenti modi di abitarli!! si percepisce un'instabilità che si riflette nell'osservazione dei diversi stili di vita o abitudini consuete della gente!!


