Amore, dimmi, dov’è che ti riposi
Amore, dimmi, dov’è che ti riposi?
Nel nido impazzito, nel tramonto di lupaia?
Dove metti il piede, così che non scompaia
L’orma ardente, che mi colpisce il momento dondolandosi?
Come hai vinto i furori di bestie genuine,
Che a passo hanno aperto il bosco,
Che io possa piegare il mio ginocchio tigresco,
All’ ombra della tua anca di vergine?
Lascia la corona sull’erba che inverdiva,
Bevi dalla coppa di brine il nettare
E dal ramaiolo di passioni acqua viva.
Brucia i tuoi vestiti tranquilla e senza bestemmiare,
Così che io possa crearti immacolata e viva,
La stessa Anna, su un altare che nasce dal mare.
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