I raperonzoli del vento
Giorgia Spurio
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Quando il vento si spezza
è come tante piume,
tanti occhi
come tanti i pavoni.
Quando il soffio si sgretola
è come scalzi i sentimenti
e non ho più vista per sognare il sole
e non ho più cielo
né aria né nessun aquilone.
Il vento si rincorre i capelli
e lunghi in trecce
si posano invisibili
come le mani delle madri,
come i sorrisi delle bambine,
e non parla
e non canta.
-Spezza, sgretola... con prepotenza
bussa come dei rami le braccia,
come la pioggia all’inverno,
come le sofferenze che cercano tetto
tra le foglie,
rosse e le fiamme,
e le case-.
Quando il vento bisbiglia
chiudo la bocca
-e dentro mi stringo-
E non oso dar dal petto
via il respiro
-e dentro mi bracco-
Prima che lui sappia,
prima che lui non abbia mano
-e dentro mi rinchiudo-
E le corde... le vocali, l’eco torneranno a lui
-e dentro urlo-.
I raperonzoli cantano la loro dannata melodia,
e luna non più bianca
e stella non più che neve colga,
e occhi, i miei,
grigi che da acqua
tornino vivi,
come spettro che accarezza
sabbia, polvere, frammenti
unici viandanti incuranti
oltre le credenze e i misfatti.
-Quando il vento bisbiglia
chiudo la bocca.-
E dentro mi stringo.
Quando il vento mi bisbiglia
chiudo la voce
-e dentro, cado giù,
giù dalla sua torre-.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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You Don’t Know Me20 agosto 2013
quando l'amore strugge... cadere dalla torre è solo un bisbiglio non fa male... muore dentro senza vocali un urlo silenzioso che sbriciola l'anima... che dire: sublime come la musica di sottofondo.

