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Fiabe 22 agosto 2013 · lettura 1 min · 3359 letture

Parlando con i fiori

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Mentre tagliavo l’erba nel giardino udii un vocio nello spazio vicino. Non c’erano persone, neanche animali, soltanto fiori ed altri vegetali. Mi fermai tutto incuriosito, ad ascoltar disposi il mio udito. Sentivo il giglio parlare con la rosa e con timidezza la chiedeva in sposa. La bella rosa si diceva lusingata, ma era spiacente era già impegnata! La forsizia chiedeva al ciclamino a che ora si svegliasse ogni mattino. Il bel narciso guardava il tulipano e con amicizia gli tendeva la mano. Poi tutti i fiori mi vollero parlare ed io curioso stetti ad ascoltare. “Perché fate la guerra e non l’amore e parlate con le armi ma non col cuore? Come mai non siete fratelli e vi divide il colore delle pelli? Per quale ragione inquinate tutto ed ora il mondo è tanto brutto?” In silenzio ascoltai quelle domande, risposte da dare non ne avevo tante!
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Un dialogo immaginario con i fiori del giardino dal quale emerge la stolidità dell'uomo, le sue contraddizioni, il suo basso livello etico, il suo disprezzo per la natura che, per il tramite dei fiori, si eleva in tutta la sua bellezza!25 gennaio 2015
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (4)

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Sara Acireale23 agosto 2013

Versi che rivelano una grande sensibilità poetica e umana. Il Poeta nel suo dialogo con i fiori mette in evidenza l'egoismo dell'uomo che produce guerra, violenza, morte e degrado ambientale. Non riesce a dare una risposta alle domande che pongono queste gentili creature. I fiori formano uno scenario bellissimo e possono veramente "comunicare" con le persone più sensibili e attente all'ambiente. Col loro profumo inebriano l'aria e danno un messaggio di dolcezza e di amore agli uomini... Sono i meravigliosi colori che danno magia alla natura...

Angela Schembri30 marzo 2016

Versi favolosi e sublimi! E' proprio vero che l'uomo dovrebbe imparare, e pure tanto, dalla natura. Basterebbe osservare ed ascoltare, come nei versi del Poeta, la beltà del mondo che dona spazio a tutti, ad animali che si muovono in essa in tutta grazia e libertà, al germogliare di molteplici piante ed allo sbocciare di profumati fiori. Osserviamo il vivace e limpido zizzagar di un piccolo ruscello che scendendo dal monte si fa sempre più importante sino al suo sfociare in fiumi e mari. Vi è un armonioso esistere in natura e per la natura; senza di esso il mondo non avrebbe senso di esistere. Molto scorrevole, avvincente, sentita. Un applauso.

Simpaticamente originale questa fantasiosa poesia dove l'autore crea un dialogo tra la natura e l'uomo; ma risposte per cui l'uomo (come accenna nella poesia stessa l'autore) rovina tutto ciò che tocca, non ce ne sono molte o forse una sola: "imperituro egocentrismo!" quando invece dovremmo osservare la natura e "imparare" che nulla è dato all'uomo se non la possibilità di vivere in simbiosi con la natura stessa ed ammirarla nel suo bellissimo mostrarsi con amore al mondo.

Una lirica ben composta e molto originale, dove sono i fiori che chiedono agli uomini "perché fate la guerra e non l’amore, perché inquinate, perché siete razzisti?" L’unica risposta per me è: perché così tutti gli esseri viventi sono stati creati. Ogni istante assistiamo a lotte di sopraffazione, tra uomini, tra animali, tra alberi, tra erbe e pure fiori. Basta osservare attentamente la natura, il razzismo esiste anche nella natura, l’unica cosa che fa in più l’uomo è inquinare. Una lirica ben composta e verseggiata, complimenti al poeta!