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Uomini 24 agosto 2013 · lettura 2 min · 1074 letture

La lettera

Lunabionda Valentina Di Caro 452 poesie pubblicate
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Saper che esisti è sconvolgente. Il mio discernimento vacilla. Se respiri, quando respiri e non sogni, è solo attesa la mia, a bocca aperta. Punto il dito contro la brevità di quello che dal passato non avrò più e già il futuro solo a pensarlo lo concludo. Riaprire, non voglio vecchie ferite e nuove piaghe che non ti spiego soffocando le scuse per non punirmi ancora. Ma tu dormi come allora e ancora oggi per me come in campagna sotto quel tiglio all'ombra quando bastava che io ti proteggessi, da una formica per sentirmi un uomo. Al di là d'ogni ragionevole dubbio senza giudizio alcuno. Bastava e non serviva eppure perché col cuore avresti scelto anche un informe allora, se amare avesse voluto dire non chiederti mai come. In digressione quando la mente agisce per ipertesti, relazionandoil bello ed il cattivo tempo, che anche in campagna d'autunno costringe tutti a riparare il cesto delle provviste. Se sei felice, me lo chiedo sempre, mai durante, sempre prima che possa affannare la risposta. Ti amo ancora, forse e lo dicesti a voce bassa. Finemente ed elegantemente accarezzando il corrimano in legno, fino alla stanza del nostro bambino che non sapeva piangere per noi.
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L'autore
Lunabionda Valentina Di Caro

O mi ami o mi odi!

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