Ineffabile candore
Alessia Bergo
6 poesie pubblicate
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M'infatuai al sol imbrunire,
d'una oscura figura.
Angusta e inerme,
amava ceneri,
e polveri.
Radici accarezzava,
e rocce,
e pietre.
Gioiosa al sol tatto,
s'innamorava,
della terra.
Non colsi l'amor.
Era infida,
e sconosciuta.
Chi son io?
Per lodarla?
Anima deliziosa,
e piccina.
Sentì il gelo,
acqua dentro,
fori da riversar.
Brividi,
e memorie.
Creatura d'un universo,
ignoto e ingegnoso.
La nominai l'impavida,
l'ingenua forse in se.
Oh,
non sai l'arguto uomo,
cos'è.
L'amai poi,
a dolor rappreso,
a denti stretti,
fino a svenir,
dai suoi sorrisi.
La allontanai,
salvando me,
e solo me.
Corrotto divenni,
e nero errante fui.
Cosa feci io,
non seppi.
Col fardello nell'animo,
la abbandonai.
Sporco e tacito,
al suon dei boschi.
Le dissi,
un'ultima volta,
"C'è sol pericolo qui,
per te."
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L'autore
Alessia Bergo
Commenti (1)
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francesca maria soriani1 settembre 2013
Una favola d'amore proposta da una giovanissima autrice con un linguaggio che sposa perfettamente l'argomento trattato e riesce a incantarci con le continue annotazioni suscitando la curiosità di riuscire a cogliere il pensiero, la fonte dell'ispirazione, l'emozione stessa alla base della poetica. uno stile raffinatissimo che ci riempie di stupore verso dopo verso, originalissimo nei contenuti, e che pur non trascura di darci una morale: l'egoismo dell'uomo, arguto, che bada solo a se stesso, e persegue il proprio interesse mascherandolo con l'ipocrisia .

