Dalle radici al cielo
Salvo Scamporrino
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Su ingiallite foglie di velluto
giace l’ignudo corpo spento,
lì giace da tempo infinito,
trascorso di già, muto e lento,
intorno l’arido al profumo
denso d’acre agrume marcito,
nel migrar di sogni che niuno
ha giammai davvero capito,
solo fradice radici affiorano
dal livido e terreo erbeggiare
e lì, distesa, la candida purezza,
avvolta nel marciume radicale.
Poi, un mattino d’alba umida
sparge rugiada che vivifica
le radici eterne della fluida
vivacità che scorre salvifica
e quel corpo ignudo lieve
levita, restando così sospeso
tra il fetore di putrida ferita
ed il ciel di rosso fuoco acceso.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (1)
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Rita Minniti8 settembre 2013
Poesia particolarmente toccante, profonda, dove l'autore dà un'originale descrizione sul tema proposto con bravura e sensibilità. Curati nei particolari i versi con metafore appropriate e ben espresse. La trovo deliziosa... emotivamente coinvolgente.

