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Sociale 31 agosto 2013 · lettura 1 min · 2057 letture

Giustizia e solidarietà

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pompeo conte 750 poesie pubblicate
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È sempre stato mite il disgraziato, chissà qual lampo gli offuscò la testa quando la donna ch’era la sua vita con un suo amico ei trovò avvinghiata. Già soffre perché troppo egli l’amava è il sentimento che lo ha reso cieco. E quel ragazzo che la guardia uccise voleva solo rapinar la banca ... è senza genitor, cresciuto in strada ... pur lui tapino lo travolse il fato. Non giova la prigione oppur la forca: occorre prevenire, agire a monte “e la moral che latita inculcare!” Non è buonismo il mio ve lo assicuro! È buono l’uom ch’è nato, poi recede... Chi è senza guida non si lasci solo! ... Se c'è una spesa, ci sarà un ritorno. Amore ed eguaglianza è il miglior piano!... e cessi quel poter del dio- denaro!
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... si, lo so, per tanti: "la forcaaa!"

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L'autore
pompeo conte

Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris

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Commenti (2)

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carolina parrilla31 agosto 2013

Profondi e intensi versi in pregevole fattura poetica, rime sciolte che invitano alla riflessione, però credo che nonostante le tue parole il dio denaro sarà ancora per molto tempo onnipotente e purtroppo bisognerebbe tornare agli antichi valori, rispetto, stima, vera amicizia e amore per avere un mondo migliore, apprezzata

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sergio garbellini31 agosto 2013

Una densa riflessione sul modo di vivere attuale per tanti e tanti sbandati che il corso dell'esistenza ha tradotto in deliquenti, in questi versi viene quasi fatta una supplica per avere pietà di alcuni che purtroppo sono anche loro vittime di un sistema basato sulla ricchezza e non sulla solidairietà umana, il danaro oggi e come sempre è il dio supremo di tante tragedie, laddove si muove la disperazione della sopravvivenza, una lirica che richiama le coscienze ad una attenta riflessione, apprezzata.