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Ribellione 4 settembre 2013 · lettura 1 min · 4352 letture

Come fosse Anarchia

Emanuele Martina 281 poesie pubblicate
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Si sente nell’aria la voglia di urlare nel cielo stellato la paura di eterno s’infrange nella mente la marea dissestante del continuo cercare Frugare nel silenzio come apostrofo errato ossigeno malato nel viver forzato senza mai esser capito da chi ha imparato solo il denaro Fuggo nell’oblio eppur mi ritrovo nel vuoto del mondo sempre più profondo lontano dalla mia anima come fosse anarchia lottando, per scappar via Inutile legge, inutile stato poter vivere senza esser governato dal semplice valore ma non quello di mercato d’esser libero di non esser dominato
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L'autore
Emanuele Martina

Sono nato il 27 maggio 1980 a Copertino(Lecce), ho sempre studiato e lavorato, ho superato 19 esami di giurispridenza senza laurearmi,a Maggio 2017 ho publicato la mia terza raccolta di poesie: NEGLI OCCHI DELLA NOTTE ,la mia più grande passione è ovviamente scivere: scrivere, scrivere sempre e di tutto. Scrivere pe

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Commenti (4)

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Alberto De Matteis4 settembre 2013

Lirica dai toni forti e pacatamente ribelli, secondo lo stile ormai collaudato del bravo Autore, che attento alle problematiche della società contemporanea, ne scruta i diversi ambiti con delle riflessioni molto acute e mettendo il dito nella piaga di tante ingiustizie che deturpano il nostro "Bel Paese".

emmalisa lucchini4 settembre 2013

voglia di libertà e anarchia in questi versi...! Fuggire dal malcostume per gridare forte l'indignazione...è un vivere forzato in una società fatta di compromessi, avidità di denaro. Riflessione acuta, molto sentita e apprezzata!

Cinzia Gargiulo4 settembre 2013

Sempre forte la ribellione dell'autore verso le ingiustizie che ci troviamo a vivere come forte è la sua voglia d'essere diverso dalla massa che ad esse si piega. Versi molto coinvolgenti, apprezzatissimi!

Sara Acireale5 settembre 2013

Una ribellione sacrosanta del Poeta verso tutte le forme d'ingiustizia, verso l'arroganza del potere. Ancora una volta un urlo di protesta verso i prepotenti che vessano i deboli... Sembra che niente e nessuno possa più fare qualcosa per i cittadini inermi e indifesi che subiscono tasse ingiuste, così stiamo andando alla deriva, non esiste via di scampo per il Poeta se non rivolgersi verso l'anarchia ed essere governati soltanto dalla propria coscienza. Penso comunque che un governo della coscienza si potrà avere quando ci sarà una rieducazione generale, quando tutti capiranno che la giustizia e l'equità sono valori imprescindibili...