Soli

Sono nata a Roma nel febbraio del 1969. Scrivo per ascoltare e far parlare la mia anima, il mio cuore, per trasmettere e comunicare. Credo che la poesia sia un’ottima forma di condivisione di pensieri, sensazioni, emozioni, vita vissuta o solo sognata. Mi infonde gioia il pensare di poter condividere tutto ciò attrave
Commenti (8)
quanta pena... reclusi messi da parte dopo che hanno dato una vita per gli altri... non c'é piùrispetto per grandi saggi che ci hano dato la vita ...brava la poetessa per questa splendida lirica che spero tocchi gli animi di tutti...
Destini crudeli che si abbattono su alcune senilità, rendendole ancora più amare nel breve percorso che riserva ancora la vita... Versi apprezzatissimi
Versi toccanti, che evidenziano una realtà triste e sconcertante, la solitudine di persone anziane, abbandonate dalla vita e dai loro congiunti. Bisogna riflettere, farsi un'esame di coscienza, non è bello trascurare chi ci ha dato la vita. Semplicità e scorrevolezza esaltano la bellezza di questa poesia. Molto apprezzata. S+ F
Quante parole vengono dette in merito – ma sempre si ripete nel tempo questo odioso modo di fare – posteggiati là, come sacchi vuoti in attesa che la fine possa far tornare il sorriso sulle loro labbra. Sentitissima.
Purtroppo troppo spesso gli anziani sono lasciati soli, dimentichiamo quello che hanno fatto per noi ma soprattutto dimentichiamo che un giorno potremmo subire la stessa sorte perché la vita una ruota che gira. Poesia che fa riflettere, molto apprezzata.
com'erano dolci i racconti dei miei genitori quando parlavano della loro infanzia le veglie nelle stalle, dove l'anziano raccontava il suo vissuto, era l'esempio, la guida per la famiglia, non erano certo un numero. Ora è davvero triste quando negli ospizi vengono abbandonati nel silenzio delle stanze... o confinati nelle case mai una visita o un sorriso. L'Autrice con questi versi solleva il problema umano con grande delicatezza e umanità!
È terribile la solitudine specialmente quando si è anziani, con tanti ricordi che fanno capolino e il pensiero corre lontano, quando si era giovani e forti, si lavorava e si crescevano i figli cercando di non fare mancare niente e privandosi sempre di qualcosa. I figli sono diventati grandi, hanno formato un altro nido ma i nonni erano ricercatissimi per badare ai nipotini. Adesso carichi di anni e di malanni si ritrovano da soli, vengono abbandonati, buttati al macero perché non servono più...Bisogna riflettere su questo, bisogna pensare che la vita è una ruota come dice Cinzia e poi NO... non bisogna pensare a niente... Finisco con una domanda: "L'Amore, dov'è andato a finire?"...
Lasciarli in balia di se stessi, alla deriva senza un'ancora a cui aggrapparsi... dimenticare quello che sono stati e tutto quello che hanno donato, purtroppo in questo assurdo vivere si abbandona chi ha più bisogno di una carezza e di tanto amore. Versi che accarezzano l'anima... molto apprezzata.







