Uomo fortunato
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
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si ride si piange si é tristi raramente felici... ottima lirica che mette in risalto il nostro essere vulnerabili alla vita e la nostra voglia di protezione a tutto questo... inventando escamotage per andare avanti ... cercare e rinvenire vangelo apocrifo... versi intensi e belli
Letta e riletta con sottile piacere. E' una fatica improba conoscere se stessi perché può far paura quello che scopriamo. A volte può essere come un atto di fede . Esistono specchi con i quali vedersi dentro così come sentiamo di essere. Grande prova di maturità e accettazione in versi che scendono in profondità
Una poesia che avverto molto meno personale di quello che sembra. La frase chiave, a mio avviso, è "ho errato sempre col mio consenso". Questa strofa introduce un tema che potrebbe valere per l'uomo moderno col quale, grazie alla razionalità, ha potuto smarcarsi da credenze e ruoli già prestabiliti ma che gli hanno conferito una maggiore responsabilità nelle scelte da fare. Questa maggior libertà ha quindi cojferito maggior onori ed oneri che possono essere rispettivamente gratificanti ma anche molto gravosi.
Il ridere o, meglio, il sorridere amaramente di se stessi ha la stessa valenza, la stessa radice, lo stesso significato e il medesimo perché di quel pianto invisibile. E il mentire a se stessi, con la consapevolezza che si sa di avere, indossando di volta in volta maschere e paludamenti è una ricerca di salvezza... una iuto a noi stessi per risorgere dopo aver insorto. Si, sei un uomo fortunato... hai il senso di te con tutti i suoi molteplici ed intricati aspetti.




