Vagabonda

Per strada tutto il giorno senza meta,
a tutti nota e per nessuno conti;
t’ignora l’uomo in casa e non ti stima
e spesso sta lontan con altre donne.
Ingombro già da bimba e malvoluta,
e tante grazie all’uom che che poi ti prese,
ti convicesti pur che lui comprese,
e non t'amasse in quanto buona a nulla!
E tempi venner poi che oggi rimpiangi
in quel quartiere intenso popolare;
vita quasi prigion, però normale ...
e infine in dormitorio malfamato,
ove sei conosciuta e l’uomo manca:
in giro si diverte o sta in mutande.
Tu col borsello vuoto e pochi denti,
davanti ai bar t’en stai spesso seduta,
o, senza meta, e logoro vestito
come bestia randagia vai per strada,
e con nessun discorri, inadeguata,
non hai il sollievo d'esser compatita.
Eppur c'è luce in te non rivelata!
Nessun ti scruta nel “normal” che giace,
ma la stranezza del comportamento
di vita disastrata è conseguente!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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sergio garbellini14 settembre 2013
Una trama non certamente facile, per mancanza di dolci prospettive e caratteristiche, ma l'autore ha saputo muoversi magistralmente in questo dedalo di povertà e di personalità ignorata dalla società civile, una buona composizione con stile poetico, e alquanto condivisa.