Non voglio udir il canto delle sirene
Sospenderei il dolore appendendo quadri di tela bianca
le pareti e le cornici riempirei con i sogni
tra l'erba dei prati rotolerei amandoti
finché sia stanca
mi manca il Tuo respiro e le Tue labbra che poggi sulle mie e le bagni;
Di miele, zucchero a velo come neve scende
copri il mio amore, lontana, con lastre gelide
abbracci i miei sogni e li coprì d'oro e d'incenso
carezzi il mio corpo scivolando col nudo intenso;
Non sarò più solo nella desolazione terrestre
avrò una compagna che corre al mio fianco
sprone e dolcezza mi regalerai quando sarò stanco
mi bacerai e l'amore faremo
tra le gialle ginestre;
Il pensiero è quel tumulto che dal cuore sale
in gola si ferma come un boccone amaro
non scende e non basta sapere che è amore vero
quando il sapore dell'innamoramento è amaro come il sale;
Ti amo anche soffrendo e stando male
perché non sarebbe amore se trovassi felicità altrove,
dimenticando le Tue dolci note del cuore
ascoltando sirene che come chimere,
incantandomi, nel fondo dell'oceano
mi nasconderebbero.
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Commenti (1)
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Gentiana Marika14 settembre 2013
è un intenso inno all'Amore questa lirica, le immagini prodotte dai versi che scorrono come un fiume in piena, restano impresse nella mente creando una forte suggestione, sembra di essere lì, proprio in quel luogo che così bene lo raccontano le figure retoriche che usa l'autore con maestria e bravura. Segnalo senza dubbio, plauso!
