Pazza soggezione
Nei fulminei giacinti
immobili
credevo d'impazzire
intingevo la luna
gridavo ebrezza
nel mio mondo
assuefatto di vassallaggio
credevo in ricchezze
elargite come pioggia
aspettando regali celesti
migliorie fatue
nel miraggio di un sogno
poi...
credevo d'impazzire
al terminale dei danni
atroce adrenalina
dal corpo devastato.
e non vi è ancoraggio
se non i tuoi amori
le lacrime sfuggenti
nascondevano menzogne
credendo d'impazzire.
©
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