Tregua che opprime

Altrove guardi, assente, non favelli;
chissà dove ti naviga il pensiero ...
assorta in invisibile veliero,
in acque che sol posso immaginare.
Il corpo vedo ma l’essenza è altrove,
e soli, ognuno dentro al suo maniero
sol io con una smania a conquistare
che superi aborrita tregua armata.
Se cieco verso me il tuo cuore fosse,
non più per me ma un altro amor nutrissi,
tu sai che per tuo ben lo accetterei
per dare giusto limite al dolore.
Mi basterebbe un cenno con la testa
che il ciel rischiari e calmi la tempesta
Almen veda la fine il tuo problema!
Ma taci e il tuo pensiero non riveli,
io cerco di capire e intanto tremo;
In gran tempesta naviga il veliero
e intorno non si vede approdo alcuno.
Intrappolati nell'immenso mare
sì grande come mai l’ho conosciuto,
e un caposaldo vedi all’improvviso.
Tu vedi e ti rallegra il punto fermo,
lo riconosci e allor mi guardi triste
d’amore fremo e mai ti mollerei ...
ma almeno su di te scenda il sereno!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
Tutte le opere →
L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
s
sergio garbellini17 settembre 2013
Versi molto belli che descrivono un momento di crisi nella coppia, quando la testardaggine della donna è come l'acciaio, ma l'amore vince sempre e riesce a sciogliere il ghiaccio nel cuore. Una trama semplice, ma svolta in maniera impeccabile dall'autore con vari particolari che ne abbelliscono la lettura, apprezzata.