L'eros ha il colore della porpora
Rosetta Sacchi
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L’eros ha il colore della porpora
Intrisa del tuo oro fuso
Che a rivoli discende per i clivi
Dei miei fianchi soavi
Ha il turgore scarlatto delle labbra
Sgranate come melograno
Dalla fine lama affilata
Imbevuta nel succo nettarino
L’eros ha trasparenza di cristallo
Dove ogni stella riluce e poi scompare
Ha il tocco vivace delle mie mani
Il tuo fiato caldo in mezzo ai seni
L’eros è un odore d’animale
Vittima e preda d’ogni nicchia
È la saliva che si mischia al miele
Il sangue che si congiunge nelle vene
E’ artificio dei sensi d’un tratto è quiete
E’ sborra di tempesta da ogni falla
Bocca che investiga furiosa
E’ il ritirarsi lento dopo la boria
Dell’onda impetuosa sulla riva
L’eros ti sfama e ti divora
Mi prende per la nuca
E facile mi doma nel risalire
Dall ’apparente fuga
Al cespuglioso nido
Al merlo allegro
Al flautato richiamo
Alle verdi frasche
Dove io respiro
Alito d’amore
E tu nel mio respiro
Ti rinnovi all ’unisono
Col vento e con il mare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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