"Un mondo che rimane"
Stefano Drakul Canepa
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corvi e rovine
nel mondo che rimane
a tarda notte (D)
Non ho che pochi semi da difendere,
la sabbia che copriva i miei germogli
e i segni di un aratro arrugginito
dimenticato fra le ombre di una valle
Mi parlavate di un mondo che rimane
e delle cose che contano più d'altre
ma qui vedo soltanto corvi e rovine
abbandonate al cielo di una parte
Non ho che poche luci da aspettare,
le albe riflesse in un mare di timore
e qualche sguardo in un dolore
da conservare nel buio della notte
Mi dicevate che forse c'è giustizia
per chi non cede alla gramigna
ma io non vedo che rovi e deserti
che attendono la pioggia sui lamenti
Gocce di veleno a fermare il cuore
nel tramonto vano di una terra morta
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Stefano Drakul Canepa
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