L'odore del cielo
sebina pintaldi
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Si spiegava in una graffiante miscela
che sapeva di vita, polvere e desideri.
Nasceva ad ogni alba.
Seduta alla finestra
si stordiva di luce
nell'odore del cielo.
A tratti si dileguava nei mormorii
strappati agli invisibili spazi celesti
di imprecisate stagioni.
Tra i colori del dramma
rubato al moto del tempo
si sentiva nuda.
E scarnificava il fragile equilibrio
intrappolato nell'anima di pietra!
L'urgenza di immagazzinare aria, brividi ed esistenza
la paragonava ad un corridoio terrificante
trafitto da inquietudini e tormenti.
Era codificata nei sussurri e nelle tempeste
dei suoi sensi liquidi e giocosi.
Il mondo le passava accanto!
Non la sfiorava!
Lei ne carpiva solo le distanze.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi21 settembre 2013
In questa poesia le impressioni si sovrappongono alle certezza di una realtà vissuta in comune e magistralmente verseggiata.

