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Dialettali 21 settembre 2013 · lettura 2 min · 1573 letture

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Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Accì ...! Accì ...! (traduzione) Ma chi mi stai cuntannu: Cosa mi stai raccontando: Nun ci pozzu cririri, Non ci posso credere, E facisti tuttu su dannu? e hai fatto tutto ‘sto danno? A chissi si ca su coliri! queste sì che sono collere! Ma chi dici matri bedda: Ma che mi dici mamma mia: M’arrizzanu i canni, ho un brivido sulla pelle, Mi furrianu i uredda mi fa male pure lo stomaco A sentiri sti malanni . a sentire di questi malanni. Pi nu strannutu ri nasu per uno starnuto di naso Ratu all’improvvisu dato all’improvviso Mi cunti ca pi casu mi racconti che per caso Ta ristò u razzu affisu . t’è rimasto il braccio offeso. Antappasti ndo spigulu Hai sbattuto nello spigolo D’ammadiu di lignu, dell’armadio di legno, Chi mi pari riddiculu! che mi sembra ridicolo! Senza paroli sugnu: sono senza parole: Pi n’attacchigghiata per un prurito di starnuto Na ‘ssa nasca a patata in quel naso a patata Si ca manu gnissata, sei con la mano ingessata, O la gran minchiata! Oh che gran cazzata!
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poesia ironica che racconta un fatto realmente accaduto: un amico ha starnutito così forte che, sbattendo il braccio in un armadio di legno, s'è procurato una frattura .

L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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