La terra piange
Gianfranco La Rosa
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Ora la terra piange e si dispera,
libera aspetta che qualcuno la consoli
cade rugiada candida e leggera
sulle corolle bianche a rinfrescar le fronde.
Poi pioggia lentamente scende
viene giù dal cielo, batte sulle foglie
bagna quei fiori, inumidisce i campi.
All'improvviso nell'aria
un suono sulle cime
sferza il vento su per le colline
lungo le siepi è tutto un gran fruscio
s’ode un sibilo lontano,
è tutto un gran vocio.
Gli uccelli sono agitati ai nidi
aspettano tremanti che il sereno arrivi
i loro canti adesso son distanti
s’odono solo brusii di canne e sussurri strani.
Notte serena attende, questo giorno cammina
porta con se il buio e l’alba si avvicina
mentre i fogli si riempiono di parole strane,
e di rimpianti conservati su pagine lontane.
Dolcemente sopraggiunge il mattino
moriranno li quelle melodie
ormai smarriti questi versi,
perduti tra altre poesie
ora hanno preso il volo in un baleno.
Muta il tempo, e il sole
rischiara quelle pene,
il sereno ritorna sopra ogni timore
il vento cessa di soffiare
e l'animo si placa.
Risenti i canti, segui quegli uccelli
con volo libero e leggero
si posano su quei rami
pronti a levare i loro canti,
riempiono l'aria di lunghe melodie
e il mare in tempesta
ora è già più calmo...
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L'autore
Gianfranco La Rosa
Affido ai versi le emozioni del cuore, le sensazioni che l'animo ha dentro, quando sopraggiungono improvvise le immagini, i pensieri e i ricordi, quando le malinconie ci assalgono, con l'inevitabile scorrere della vita e qualcosa sembra fuggire via. Ma nascoste radiose ci sono le speranze e i sogni: gli affetti di chi
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