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Sociale 24 settembre 2013 · lettura 2 min · 2107 letture

Bimbo NERO, bimbo BIANCO, stessa classe, stesso banco

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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(Il rispetto verso gli altri nasce dall'educazione) Seduti in classe, nello stesso banco, ci sono un bimbo nero e un bimbo bianco. Il bimbo bianco dice al bimbo nero: “Sei tutto scuro, sembri Calimero! Ma quando piangi il viso si schiarisce? Le lacrime ti fanno il viso a strisce? Ti lavi mai con il sapone ‘Altàra’? Ti fa la pelle tutta quanta chiara! ”. Rispose l’altro: “I miei genitori s’adàttano ai più umili lavori e stanno tutto il giorno in mezzo ai bianchi, la sera quando tornano son stanchi, però non si lamentano di niente e son stimati sempre dalla gente! Mio padre m’ha avvertito che i bambini, a volte, fanno scherzi birichini, oppure, spesso offendono il colore, ma io non devo cedere al dolore, seppure mi rivolgono le offese, non devo mai rispondere scortese, perché noi siamo ospiti, pertanto, dobbiamo sottostare a tutto quanto e rispettar le regole e la legge, perché alla fine è lei che ci protegge! Perciò il tuo scherno scivola per terra, a scuola non si viene a far la guerra! E se vogliamo esser veri amici, giocare insieme e vivere felici, dobbiamo, soprattutto, aver rispetto reciproco ed amarci con affetto! Per accettare questo lato umano ... ... mi devi solo stringere la mano! ”. ...E l’insegnante, ch’era dietro al banco, guardando il bimbo nero e il bimbo bianco che stavano stringendosi la mano, s’avviò verso la cattedra pian piano e scrisse, in alto, sopra alla lavagna. “E’ stata superata la montagna d’incomprensioni e ipocrisia razziale, ... ha vinto la ragione solidale! Il mondo può sorridere alla vita, si sta ... chiudendo un’orrida ferita! ”. .
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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (6)

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francesca maria soriani24 settembre 2013

Una splendida lezione di vita ci arriva dall'autore attraverso le parole che il bimbo nero rivolge al bimbo bianco, una richiesta d'amicizia dove trionfano parole di mitezza . forse sarà scalata la montagna del razzismo, ma se ne profila all'orizzonte un'altra parimenti pericolosa: quella dell'omofobia, nei suoi vari aspetti e sfumature, malcelata spesso da maschere ipocrite. poesia pervasa da grande spirito di umanità e delicatezza. Versi armoniosi e gradevolissima lettura, con un finale che apre uno spiraglio di luce ...

Sara Acireale24 settembre 2013

Fa riflettere in rima il Poeta... Per i bambini è naturale giocare con altri bambini e non guardano al colore, all'etnia. Ho notato tutto questo, guardando dal mio balcone dei bambini giocare. C'era il mondo intero in quei 4 bambini (una bimba italiana, un piccolo riumeno, una marocchina e una cinesina). Era una delizia osservarli giocare. Penso sinceramente che sono i grandi ad avere problemi di razzismo, i bambini se crescono con un buon insegnamento NO...

Francesco Rossi24 settembre 2013

Una riflessione puntuale e precisa. Rimata. Un interloquire che si sposa con pienezza nella consapevolezza dell'educazione come motore principale dell'intelligenza.

Antonella1724 settembre 2013

poesia molto vera e soprattutto che fa pensare quanto solo gli adulti non vogliano capire che ogni essere umano ha gli stessi diritti e doveri dell'altro. Molto apprezzata

carolina parrilla24 settembre 2013

profonda verità in questi bei versi, basterebbe cosi poco perché la terra fosse sempre un giardino in fiore, una carezza, un abbraccio, una stretta di mano e ogni problema sarebbe superato, tutti gli uomini sereni e lieti nessuna guerra da fare nessun dolore a squartare il cuore, basterebbe cosi poco eppure non siamo capaci di amarci come fratelli, grazie per questa poesia che invita a coltivare i veri valori, pace, amore, amicizia, fratellanza, un mondo migliore dipende solo da noi attuarlo, apprezzata

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Chiara8424 settembre 2013

Beh, come si fa a non apprezzare? Semplice, scorrevole, umana e sensibile. Peccato che non è così semplice, peccato anzi che l'uomo non lo rende tale, l'uomo e la sua immancabile ignoranza.