Collage
Antonio Interlandi
115 poesie pubblicate
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Guerriero della precarietà del presente
armato di una macchina ingegnosa
nascosta in un angolo della mente,
chiudi gli occhi e apri l’orizzonte
per un viaggio verso la libertà,
una dimensione ignota a chi mente
e a chi non dice per omertà.
La tua uniforme una sdrucita maglietta,
niente stellette sulla giacchetta,
niente doppio petto e cravatta,
buoni solo per chi la società infetta.
Il tuo letto è il tuo trono,
che si affaccia su un cielo limpido
in attesa che ti offra in dono
un nuovo e intenso brivido.
Lì hai indossato un’armatura metallica
e una tuta da pipistrello;
hai imbracciato lo scudo d’America
e brandeggiato un magico martello;
le liane tra le mani hai stretto
per attraversare la foresta
e nella tela del ragno hai costretto
chi uccide, ruba e perde la testa.
Hai avuto un cugino fortunato,
uno zio ricco e una fidanzata onesta.
Sei stato uno spadaccino mascherato
e uno scienziato dalla verde rabbia funesta.
Hai volteggiato tra le nuvole più veloce della luce
per raggiungere la terra degli indiani
e poi un’isola di bambini sperduti
a sabotare di un monco i subdoli piani.
Sei stato una diabolica canaglia
che rubava in una nera calzamaglia,
un robot gigante nella terra del sol levante
e un ragazzino in cerca della propria famiglia.
Poi, salutasti le capre e i monti sorridenti
e vivesti in una Parigi da meraviglia.
Il tuo mondo è fatto di cartone,
è un fumetto, è un romanzo,
una poesia o una canzone
passata alla radio
o inventata per puro gaudio
e si chiama fantasia,
l’arma migliore per vincere la noia,
l’ipocrisia e l’asfissia
di coloro che si vantano della loro facondia
perduti nell’assecondare l’illusoria bramosia.
Per queste storie
non ci son da fare graduatorie
perché esse rendon la vita un sogno
e l’uomo di viverlo fino in fondo degno.
©
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L'autore
Antonio Interlandi
Sono un 48 enne di Siracusa con l'ovvia passione della scrittura. Per me la poesia significa tradurre in parole e ritmo le sensazioni del momento per scaldare il cuore di chi ascolta. Il mio lavoro c'entra poco con l'arte (sono un ufficiale dell'A.M.), ma, quando posso, mi ritaglio un po' di tempo, chiudo gli occhi e s
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