Ultimo saluto
Daniela Dessì
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Si spegne la vita
all'ombra dei cipressi,
ammutoliti silenzi
richiamano
parvenze di ombre impallidite
e impercettibili suoni lontani
di vite dissolte
come cenere al vento.
Nudi corpi marciscono
sotto una coltre di polvere
e terra rossastra,
le inermi spoglie accoglie
un letto di lacrime
avvolte da un cinereo sudario.
Una data e un nome
a ricordare i morti
su fredde lapidi di marmo
imbiancate e lucidate,
non potranno sottrarsi
all'incombenza del tempo.
Migliaia di croci
piantate in un angolo di verde
vedranno sfiorire
il loro giardino,
fiori disseccati su vasi
prosciugati dal sole
e foglie ingiallite
cadranno a ogni stagione
e quando passi incauti le calpesteranno
nel vento udrai un lamento,
lo scricchiolio crepitante
sopra un giaciglio di morte...
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (2)
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Salvo Angrisani30 settembre 2013
...versi e metafore si snodano lasciando un continuo canto d'amore che tutti vorrebbero recitare... bellissima.
Francesco Rossi2 ottobre 2013
Una poesia triste ma poetata in modo che le considerazioni entrano nell'universo percettivo del lettore.


